"Il computer a vapore": intervista con franc'O'brain - seconda parte
[Se ti sei perso la prima parte, clicca qui]
- Il presente è positivo o negativo rispetto a quello che tu immaginavi quando scrivevi Transits?
Transits appartiene a quel tipo di fantascienza che racconta dei "prossimi 5 minuti". Quanto c'era di futuribile in quelle pagine, vale anche oggi. I 5 minuti non sono ancora trascorsi, ma il mutamento è in atto. E poi: Transits è stato firmato da Peter Patti, non da me!

- Perché non siete la stessa persona...
Solo fisicamente. Peter è più "classico", io sono pulp, sono cyberhorror. Peter è buddista, io...
- Cyberbuddista, lo sappiamo. Andiamo avanti: come sarà modellato dall'evoluzione il nostro discendente tra cinquecento o... diciamo... mille anni?
Dis-evoluzione, vorrai dire. Il modellamento sta avvenendo, è già avvenuto. Mentre i media, con i loro programmi di rimbecillimento totale, hanno fatto sì che l'Homo sapiens sapiens tornasse a essere Homo sapiens e basta, i mad scientists hanno approntato di gran lunga il prototipo dell'uomo di domani: un golem macrocefalo con gli arti rattrappiti. Sempre per fare un riferimento al collega Peter Patti: hai presente G.P. Bellotta, il titolare dell'agenzia in cui lavora il detective Smoke? Ebbene, ecco come saranno i nostri pronipoti. Tra cento o duecento anni, non tra cinquecento.

- Non è una prospettiva rassicurante.
(Ride di nuovo.) Goditi la vita, amigo! E sfrutta Internet finché sarà ancora libero. Presto non ce ne sarà più la possibilità. Cambierà. Non sarà più come noi lo conosciamo. Vedi il caso PirateBay.
- Ecco, Internet: tu hai pubblicato pochissimo su carta...
A pubblicare non c'è niente di male, ma gli editori sono dei lumaconi. E nel frattempo uno scrittore che fa? Non esiste? Ecco perciò che la Rete sopperisce all'inadeguatezza dei baroni di Gutenberg. Per i miei scritti online io uso la licenza Creative Commons. E ho un sacco di lettori, più che se i miei racconti li avessi dati alle stampe. Trovo che, per un artista, Internet sia una piattaforma fantastica, anche se non pochi rappresentanti della SF - prendi Charles Stross, prendi Neal Asher - la utilizzano solo per pubblicizzare i loro libri mentre intanto sembra che stiano parlando d'altro. Aspetta un attimo. Stappati una birra, fuma una sigaretta...
(Faccio come lui dice. Nel frattempo, si mette a discutere animatamente in tedesco con la signora Maya su alcuni dettagli - credo - contrattuali.)

Parlare dell'editoria della carta stampata (riprende, tornando a petardo) è ormai un anacronismo. Ti ripeto che sono loro, con le loro scelte asinine, che stanno affossando la letteratura fantastica. Fantasy e horror ancora possono sopravvivere, in quanto è nella loro natura essere vaghi, eterei, quasi intangibili, comunque statici. La fantascienza, di contro, deve sempre andare verso una direzione, scegliere il polo verso cui gettare i propri tentacoli e dove fare attecchire i bubboni. In questo senso, il postumanesimo, come viene pomposamente chiamato in Italia, non è la via. Frattali, manipolazione genetica ed effetti quantistici ci conducono al polo sbagliato. Dobbiamo rimanere aggrappati alla meccanica. Me-chanics, U-chanics, He-chanics...
- Tuttavia, il progresso...
Il tasso di crescita del progresso non è infinito. A parte ciò, maggiore è il progresso, maggiore la nostra precarietà. Già molti homini vivono nei loro alveari di cemento come dentro le caverne. (Fa, ironicamente, un ampio gesto con la mano, a indicare il suo studio.) Ma ora, se volete scusarmi... Devo andare a prendere mia moglie dal lavoro. E' lei che mi mantiene e dunque è giusto che io ogni tanto la porti fuori a mangiare una pizza. Meine Dame, meine Herren... Auf wiedersehen.
- Bye bye, Mister O'brain.
(f i n e)
[Per leggere un'intervista di dieci anni fa con lo stesso autore, clicca qui: "Buio, amici, è lo spazio infinito. Mooolto buio."]
categoria:fantascienza, pulp, cyber, sf , testi online




