sabato, 27 settembre 2008

Sborror-story 36: Il romanziere

 

Lui disse. E questa strada. Che non conosco. Che non voglio.
Ma poi. Invece. Si ritrovò a dominarla. Re dell'asfalto. Appiedato.
Comunque. Era a casa di lei che stava meglio. A suo agio. Meglio.
E sia! Imparò a vivere di qua. E di là. Finanche.
Gina. Lei. Gina Gina Mary. Ribatté. Ma non sai fare niente!
Non era vero, però. Lui viveva. Tra l'altro.
Voci dabbasso. Occhio si volge. Volgesi. L'occhio.
Verso l'alto. Verso lui. Una svirgolata della pupilla. Lo tira giù.
Accorre trafelato. Gente. Colori. Voci. Droghe. Bestie.
Ginamary lo osserva dalla finestra. Oppure no.
La mano estranea. Che si chiude. Sulla sua. Spalla.
Secca. Come la faccia della Morte.
Non era vero, però. Lui viveva. Tra l'altro.

 

postato da: sborror alle ore 01:34 | Permalink | commenti
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