martedì, 29 agosto 2006

Sborror-story 16:  Hotel Biancaneve

Lui fa il becchino per mantenersi agli studi, e lei... beh, lei si trova in una situazione a dir poco particolare. Spesso l'amore sboccia in luoghi e momenti incredibili, ma quello che legherà Paul e Yvonne nasce da premesse davvero macabre. C'è anche da dire che la ragazza non è libera da subito: prima di tornare al mondo degli uomini, dovrà infatti soggiornare in un "albergo" per casi speciali come il suo.

 

Scarica (formato.doc) 

 

Avvertenza
Le sborror-stories presenti qui non sono necessariamente tutte a sfondo erotico e/o horror, ma se ne consiglia ugualmente la lettura a un pubblico adulto.
Firmato: l'Autore
  

 

postato da: sborror alle ore 04:08 | Permalink | commenti
categoria:horror, testi online
sabato, 19 agosto 2006

Sborror-story 15:  Pholcus phalangioides

Il ritorno nella sperduta e tranquilla Pietragialla si trasforma, per il protagonista di questa storia, in un trip orrifico. Lui, il cugino Victor e l'amico indiano Johnny devono affrontare uno strano manipolo di fanatici religiosi...

 

Scarica (formato.doc) 

 

Avvertenza
Le sborror-stories presenti qui non sono necessariamente tutte a sfondo erotico e/o horror, ma se ne consiglia ugualmente la lettura a un pubblico adulto.
Firmato: l'Autore
  

 

postato da: sborror alle ore 13:13 | Permalink | commenti
categoria:horror, noir, splatter, grottesco, pulp, testi online
lunedì, 14 agosto 2006

Giona come quando.

 
Forse il nome: questo nome che suscita un'eco biblica, appioppatogli in seguito a una distorsione etimologica allo sportello dell'anagrafe (i suoi genitori avrebbero voluto chiamarlo Gionni) o all'udito precario di un impiegato stressato. Un nome che lui si porta scritto in faccia e per cui viene guardato con sospetto.

Inquisiscono: «Da dove vieni? Provenienza? Nazionalità? Insomma, a quale popolo appartieni?»

Certo, un nome si può sempre cambiare, ma Giona non ha mai voluto farlo. Sa che è perfettamente inutile, con "questo mare gonfio e l'equipaggio pure". Avrebbe potuto confezionarsi una maschera su misura, come tanti altri prima e dopo di lui; ma a che serve? Lo riconoscerebbero comunque: «Giona. Sei tu, vero?»

E’ il suo destino. Quando c’è da buttare uno in mare, l’indice si punta sempre sul mio amico Giona.

Questo nome! Obbligatoriamente, un richiamo freudiano a latere. Madre Hysteria, Sorella Mysteria. L'equazione vagina = pancia di balena è di un'ovvietà tale da strappare un "A-ah!" persino ai profani della psicanalisi.

«Professione? Paese di origine?...»

Uff! E’ lunga, la strada per Tarsis.

 

[ Inizio di Giona. Un romanzo della Prima Repubblica. Interamente online. ]

postato da: sborror alle ore 10:26 | Permalink | commenti
categoria:testi online